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lunedì 15 gennaio 2018

Tre manifesti a Ebbing - Missouri




La coraggiosa Mildred Hayes, è decisa a smuovere i poliziotti della centrale di  Ebbing, in Missouri, visto che la figlia è stata  prima  violentata e poi uccisa  oltre sette mesi fa ed ancora non si è trovato l'assassino. La centrale di polizia non si preoccupa e tra uno sceriffo che sta sempre in ufficio, ed un graduato ubriacone che passa il suo tempo al bar, non se ne viene a capo!
La signora  Mildred, decide così di scuotere l'opinione pubblica, affiggendo su tre manifesti, in un bel color arancio, alcune domande sul caso, dirette allo sceriffo di Ebbing; lungo una strada ormai non più tanto trafficata, ci sono tre vecchi cartelloni che si possono affittare per fare un pò di pubblicità all'evento mancato.


L'opinione pubblica viene destata, ma anche i poliziotti della Contea, i quali  all'inizio cercano di dissuaderla, ma la donna di polso, cocciuta ed ostinata, non demorde ed a suon di sacrifici paga tutti i mesi le rate per i suoi tre manifesti pubblicitari. I messaggi rivolti al capo della polizia, sono delle semplici domande che la donna gli rivolge sul caso della figlia stuprata e ammazzata.
Questo film fa pensare, ma allo stesso tempo i dialoghi sono intelligenti e divertenti, d'altronde il regista si è catapultato in un mondo che è anche il nostro, dove nessuno vuole esporsi, un mondo in cui regna sovrana l'anarchia, figlia del razzismo, della violenza e dell'indolenza. Guardatelo perchè sono sicura che vi piacerà e poi scrivetemi se ho ragione oppure no!!

domenica 14 gennaio 2018

Il Migliaccio - Dolce antico campano


In un tour su Google, ho notato un dolce che ha destato tantissimo la mia curiosità, il Migliaccio. Bene, mi dico e provo a farlo. Il Migliaccio è un dolce tipico della tradizione campana e si usa prepararlo a Carnevale, insieme alle Chiacchiere.
Le sue origini, ho letto che risalgono all'anno mille però nei secoli, la ricetta è cambiata. Un tempo i contadini poveri usavano la farina di miglio da cui ha preso il nome ed al posto dello zucchero, il sanguinaccio di maiale.
Oggi al posto del miglio si usa il semolino fine ed al posto del sanguinaccio, lo zucchero. La ricetta è molto semplice ed il dolce sfornato e fatto rafreddare, ha la consistenza di un semifreddo, una cheese cake, per intenderci. La lavorazione è un pò lunga, ma fattibile in breve tempo.

Ingredienti:

Semolino 200 gr.
ricotta 350 gr.
burro 40 gr. 
sale fino un pizzico
latte 500 gr.
zucchero 180 gr. 
scorza di un arancia
acqua 500 gr.
uova medie n.4
un baccello di vaniglia (o una bustina di vaniglina)
zucchero a velo quanto basta

Iniziamo a scaldare il latte versato in una pentola grande insieme all'acqua ed alla scorza di un arancia, non far bollire, aggiungere il burro finchè si scquaglia, servendoci di una frusta. Continuiamo a mescolare ed ora versiamo il semolino a pioggia, lentamente, farlo cuocere per circa sei minuti, finche il tutto diventa denso e difficile da girare oltre. Far rafreddare il composto ottenuto e controllare che non abbia grumi, altrimenti passatelo al mixer.

 Ora prepariamo l'altro impasto;
 lavoriamo le uova con lo zucchero e la polpa di vaniglia o la vaniglina, montiamo le fruste per ottenere un composto spumoso chiaro ed omogeneo. A questo punto aggiungiamo la ricotta e la facciamo incorporare per bene, sempre continuando aggiungiamo il composto del semolino. Lavoriamo il tutto finchè non vedremo più un grumo. 

Prepariamo ora la teglia con cerniera oppure in silicone e foderiamola con la carta forno, versiamo dentro l'impasto e livelliamolo con la spatola; inforniamo la tortiera nel forno statico  (preriscaldato) a 200 gradi e lasciamo cuocere per 60 minuti, se il forno invece  è ventilato teniamolo a 180 gradi e lasciamo cuocere per 50 minuti. Prima di spostare la torta nel suo piatto di portata, facciamola rafreddare per bene, calda potrebbe sfasciarsi. Una volta fredda, se vi piace, spolverizzatela con zucchero a velo. 

domenica 12 novembre 2017

Polpette di orate alle carote


Mi hanno regalato quasi due chilogrammi di oratine vite, appena pescate nel golfo di Cagliari. Erano talmente tante che in un primo momento mi sono scoraggiata; quanto tempo impiegherò a pulirle tutte quante? Ci ho pensato un pò su e mi sono subito messa all'opera. Le ho prima squamate tutte con un coltello, poi con l'aiuto delle forbici, le ho incise per far uscire le viscere; le ho lavate per bene. Una buona parte le ho fatte a zuppetta, da cui ho ricavato una profumata minestra; ho fatto bollire un pò d'acqua in una pentola, aggiunto sedano, cipolla, uno spicchio di aglio, carota, patata ed un pomodoro secco, condito col sale ed un pò di olio extravergine, aggiunte un paio di foglie di basilico, a metà cottura ho aggiunto il pesce pulito. Ho aumentato la fiamma fino al bollore, dopo circa un quarto d'ora, la minestra era pronta. Altre sei oratine le ho fatte al cartoccio, dopo averle pulite, ho riempito la pancia con olio, aglio, prezzemolo e pomodoro secco, avvolte nella carta forno e messe al microonde con la funzione crisp sul tre, come per la cottura delle pizze, dopo 15 minute erano già pronte. Delle oratine fatte a brodo, ne sono avanzate parecchie, cosi il giorno dopo ho dovuto inventarmi una ricetta, le polpette di orate e carote. Ho pulito, nettato e tagliato a pezzetti sottili le carote e le ho messe nel wok con acqua e sale a cuocere con un coperchio. Consumata tutta l'acqua, in 10 minuti circa, le carote erano cotte. Ho pulito le oratine, levando loro la pelle, la lisca centrale, la testa e le spine, ve n'erano parecchie. Ho messo il pesce nel mixer, insieme alle carote, due uova, un pò di latte e pane grattugiato, aggiustando il tutto col sale. Ho sminuzzato grossolanamente ed ho versato la poltiglia in un piatto: Ho corretto la consistenza col pane grattugiato fatto a casa da me, ho aggiunto un pò d'aglio e qualche foglia di prezzemolo e basilico. ho preparato le polpettine che ho arrotolato nel pane grattugiato, prima di friggerle nell'olio bollente. 

lunedì 6 novembre 2017

Come fare un copri cesta porta biancheria o porta scarpe


Le scarpiere in casa mia non bastano mai, così qualche giorno fa ho comprato un bel cesto capiente e l'ho adattato per conservare le scarpe autunninvernali. Così il cesto aperto però, avrebbe preso polvere, costringendo mia figlia,  a lucidare le scarpe prima di indossarle.
Così ho deciso di fare un copri cesto molto semplice. Ho preso un telo avanzato, un pò grosso e l'ho tagliato della misura del cesto, ovale. Ho lasciato un pò di margine per il bordo e per infilare l'elastico; ho rifinito col punto a zig zag ed ho infilato l'elastico tubolare grazie ad una spilla a balia. In un quarto d'ora era tutto pronto.

lunedì 23 ottobre 2017

San Pietroburgo ed il rompicapo della Camera d'Ambra - 8°


La storia della Camera d'Ambra, uno studio di 55 metri quadrati, interamente rivestito in tessere di ambra, ha al suo attivo, una storia tortuosa che parte dalla Germania. Fu costruita da un architetto tedesco per abbellire un palazzo berlinese ma nel 1716 fu regalata dal re prussiano, Federico Guglielmo I° allo zar Pietro il Grande di Russia, in cambio di 55 Granatieri
. Nel 1941 il Palazzo di Caterina fu sequestrato dalle truppe tedesche e la Camera d'Ambra fu smantellata e conservata in 27 casse e spedita in Prussia, corrispondente oggi alla Lituania. In seguito ad un attacco armato, durante la II guerra mondiale, il castello di Caterina andò in fiamme e da allora si perdono le tracce della Camera d'Ambra, si pensa che la resina si sia sciolta col calore. Dal 1945 quella stanza è sparita, non si sa che fine abbia fatto, se sia stata bruciata, ma non ci sono prove tangibili o forse fu smontata pezzo per pezzo e nascosta nei soterranei del castello. Sono trascorsi trent'anni per poterla riprodurre fedelmente all'originale, grazie anche alle vecchie fotografie ma nel 2003 la camera d'ambra si può di nuovo ammirare in tutta la sua lucentezza nel Palazzo dello Zar. All'interno non si possono scattare fotografie, ho provato così a scattare questa foto grazie al riflesso di uno specchio esterno. Sono state impegnate ben 10 tonnellate di autentica ambra per foderare i 55 mq. della Camera d'Ambra che è considerata l'ottava meraviglia del mondo ma ancora oggi fa parlare di sè, alimentando la fantasia di molti scrittori che non possono far altro che ipotizzare la sua sorte.

sabato 21 ottobre 2017

Maud Lewis la pittrice più amata nel Canada - La sua vera vita a colori raccontata in un film


La vera Maud che vende le sue tele
a Marshalltown in Nuova Scozia
In un film molto toccante, commovente, si racconta la vera storia  della giovane Maud Lewis, pittrice canadese che viveva con la zia, ma ancora ragazza, con i suoi acciacchi ed un'artrite Reumatoide marcata, decide di imboccare la sua strada, andando a fare la cameriera in campagna, per conto di un pescatore. L'uomo, Everett Lewis è piuttosto rude con Maud, all'inizio la tratta male e lei per trascorrere il tempo si distrae dipingendo. Chiede all'uomo di procurarle alcune tele di legno per poterle dipingere e quando le esaurisce dipinge sui muri di casa, una bicocca dimessa in cui dormono nello stesso letto, perchè non ce n'è altri. Si accorge di lei anche una vicina che le acquista alcuni disegni consentendole di guadagnare un pò di soldi. Maud ha imparato l'arte da sua madre che le faceva dipingere le carte regalo natalizie.
La vera pittrice Maud Lewia, che i canadesi adorano
Le riuscirono così belle che iniziò a venderle per 50centesimi di dollaro.
Anche Everett si rende conto che Maud in effetti è una brava artista e col tempo le si affeziona, chiedendole per giunta di sposarlo. Mentre Everett vendeva il pesce appena pescato, porta a porta, Maud che lo accompagnava, vendeva i suoi quadri.
Maud nel film
Si presenta a casa loro, il fratello di Maud, annunciandole che avrebbe venduto la loro casa, lei non sa darsi pace, amava quella casa e non voleva andasse perduta.
Maud presenta la casa in cui vive , diventata oggi un museo
Con la morte nel cuore per la vendita della casa e per via della sua artrite reumatoide che le sta ormai deformando il corpo e sopratutto le mani, Maud continua a dipingere ispirandosi  alla natura che la circondava e che poteva ammirare dalla finestra della sua piccola casa. La pittrice dava voce al cinguettio degli uccellini, forma ai boccioli e profumo a tutti i fiori che disegnava. Purtroppo l'aggravarsi della malattia la costringeva sempre di più a stare in casa, inoltre le sue gambe, accavallandosi, le impedivano di camminare, non stava più in equilibrio.
La vera casa di Maud    esposta alla Galleria
d'Arte in Nuova Scozia nella città di Halifax
0.Le sue mani sono ormai deformi, ma lei, col suo carattere determinato, non si perde d'animo, e continua ad usare il pennello che tiene tra le dita accavallate, dando leggeri tocchi sulle tele, ma riesce ugualmente ad esprimere il suo sentire. Anche il Presidente americano Richard Nixon ordinò due quadri alla signora Maud Lewis. A nove anni dalla sua morte, muore anche il marito ammazzato da un ladro mentre cercava di rapinarlo. La loro casa fu prelevata così come si trovava, perfino con le persiane e la stufa dipinte e messa dentro la Galleria d'Arte in Nuova Scozia, per far conoscere i disegni di questa grande donna a tutto il mondo.
Ricordiamoci anche del rappresentante dell'Impressionismo nel fine ottocento, Pierre August Renoir, anche lui sofferente di artrite reumatoide che rimasto senza lavoro, iniziò ad aiutare il fratello, dipingendo le stoffe ed i ventagli.