COPERTINA

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domenica 12 novembre 2017

Polpette di orate alle carote


Mi hanno regalato quasi due chilogrammi di oratine vite, appena pescate nel golfo di Cagliari. Erano talmente tante che in un primo momento mi sono scoraggiata; quanto tempo impiegherò a pulirle tutte quante? Ci ho pensato un pò su e mi sono subito messa all'opera. Le ho prima squamate tutte con un coltello, poi con l'aiuto delle forbici, le ho incise per far uscire le viscere; le ho lavate per bene. Una buona parte le ho fatte a zuppetta, da cui ho ricavato una profumata minestra; ho fatto bollire un pò d'acqua in una pentola, aggiunto sedano, cipolla, uno spicchio di aglio, carota, patata ed un pomodoro secco, condito col sale ed un pò di olio extravergine, aggiunte un paio di foglie di basilico, a metà cottura ho aggiunto il pesce pulito. Ho aumentato la fiamma fino al bollore, dopo circa un quarto d'ora, la minestra era pronta. Altre sei oratine le ho fatte al cartoccio, dopo averle pulite, ho riempito la pancia con olio, aglio, prezzemolo e pomodoro secco, avvolte nella carta forno e messe al microonde con la funzione crisp sul tre, come per la cottura delle pizze, dopo 15 minute erano già pronte. Delle oratine fatte a brodo, ne sono avanzate parecchie, cosi il giorno dopo ho dovuto inventarmi una ricetta, le polpette di orate e carote. Ho pulito, nettato e tagliato a pezzetti sottili le carote e le ho messe nel wok con acqua e sale a cuocere con un coperchio. Consumata tutta l'acqua, in 10 minuti circa, le carote erano cotte. Ho pulito le oratine, levando loro la pelle, la lisca centrale, la testa e le spine, ve n'erano parecchie. Ho messo il pesce nel mixer, insieme alle carote, due uova, un pò di latte e pane grattugiato, aggiustando il tutto col sale. Ho sminuzzato grossolanamente ed ho versato la poltiglia in un piatto: Ho corretto la consistenza col pane grattugiato fatto a casa da me, ho aggiunto un pò d'aglio e qualche foglia di prezzemolo e basilico. ho preparato le polpettine che ho arrotolato nel pane grattugiato, prima di friggerle nell'olio bollente. 

lunedì 6 novembre 2017

Come fare un copri cesta porta biancheria o porta scarpe


Le scarpiere in casa mia non bastano mai, così qualche giorno fa ho comprato un bel cesto capiente e l'ho adattato per conservare le scarpe autunninvernali. Così il cesto aperto però, avrebbe preso polvere, costringendo mia figlia,  a lucidare le scarpe prima di indossarle.
Così ho deciso di fare un copri cesto molto semplice. Ho preso un telo avanzato, un pò grosso e l'ho tagliato della misura del cesto, ovale. Ho lasciato un pò di margine per il bordo e per infilare l'elastico; ho rifinito col punto a zig zag ed ho infilato l'elastico tubolare grazie ad una spilla a balia. In un quarto d'ora era tutto pronto.

lunedì 23 ottobre 2017

San Pietroburgo ed il rompicapo della Camera d'Ambra


La storia della Camera d'Ambra, uno studio di 55 metri quadrati, interamente rivestito in tessere di ambra, ha al suo attivo, una storia tortuosa che parte dalla Germania. Fu costruita da un architetto tedesco per abbellire un palazzo berlinese ma nel 1716 fu regalata dal re prussiano, Federico Guglielmo I° allo zar Pietro il Grande di Russia, in cambio di 55 Granatieri
. Nel 1941 il Palazzo di Caterina fu sequestrato dalle truppe tedesche e la Camera d'Ambra fu smantellata e conservata in 27 casse e spedita in Prussia, corrispondente oggi alla Lituania. In seguito ad un attacco armato, durante la II guerra mondiale, il castello di Caterina andò in fiamme e da allora si perdono le tracce della Camera d'Ambra, si pensa che la resina si sia sciolta col calore. Dal 1945 quella stanza è sparita, non si sa che fine abbia fatto, se sia stata bruciata, ma non ci sono prove tangibili o forse fu smontata pezzo per pezzo e nascosta nei soterranei del castello. Sono trascorsi trent'anni per poterla riprodurre fedelmente all'originale, grazie anche alle vecchie fotografie ma nel 2003 la camera d'ambra si può di nuovo ammirare in tutta la sua lucentezza nel Palazzo dello Zar. All'interno non si possono scattare fotografie, ho provato così a scattare questa foto grazie al riflesso di uno specchio esterno. Sono state impegnate ben 10 tonnellate di autentica ambra per foderare i 55 mq. della Camera d'Ambra che è considerata l'ottava meraviglia del mondo ma ancora oggi fa parlare di sè, alimentando la fantasia di molti scrittori che non possono far altro che ipotizzare la sua sorte.

sabato 21 ottobre 2017

Maud Lewis la pittrice più amata nel Canada - La sua vera vita a colori raccontata in un film


La vera Maud che vende le sue tele
a Marshalltown in Nuova Scozia
In un film molto toccante, commovente, si racconta la vera storia  della giovane Maud Lewis, pittrice canadese che viveva con la zia, ma ancora ragazza, con i suoi acciacchi ed un'artrite Reumatoide marcata, decide di imboccare la sua strada, andando a fare la cameriera in campagna, per conto di un pescatore. L'uomo, Everett Lewis è piuttosto rude con Maud, all'inizio la tratta male e lei per trascorrere il tempo si distrae dipingendo. Chiede all'uomo di procurarle alcune tele di legno per poterle dipingere e quando le esaurisce dipinge sui muri di casa, una bicocca dimessa in cui dormono nello stesso letto, perchè non ce n'è altri. Si accorge di lei anche una vicina che le acquista alcuni disegni consentendole di guadagnare un pò di soldi. Maud ha imparato l'arte da sua madre che le faceva dipingere le carte regalo natalizie.
La vera pittrice Maud Lewia, che i canadesi adorano
Le riuscirono così belle che iniziò a venderle per 50centesimi di dollaro.
Anche Everett si rende conto che Maud in effetti è una brava artista e col tempo le si affeziona, chiedendole per giunta di sposarlo. Mentre Everett vendeva il pesce appena pescato, porta a porta, Maud che lo accompagnava, vendeva i suoi quadri.
Maud nel film
Si presenta a casa loro, il fratello di Maud, annunciandole che avrebbe venduto la loro casa, lei non sa darsi pace, amava quella casa e non voleva andasse perduta.
Maud presenta la casa in cui vive , diventata oggi un museo
Con la morte nel cuore per la vendita della casa e per via della sua artrite reumatoide che le sta ormai deformando il corpo e sopratutto le mani, Maud continua a dipingere ispirandosi  alla natura che la circondava e che poteva ammirare dalla finestra della sua piccola casa. La pittrice dava voce al cinguettio degli uccellini, forma ai boccioli e profumo a tutti i fiori che disegnava. Purtroppo l'aggravarsi della malattia la costringeva sempre di più a stare in casa, inoltre le sue gambe, accavallandosi, le impedivano di camminare, non stava più in equilibrio.
La vera casa di Maud    esposta alla Galleria
d'Arte in Nuova Scozia nella città di Halifax
0.Le sue mani sono ormai deformi, ma lei, col suo carattere determinato, non si perde d'animo, e continua ad usare il pennello che tiene tra le dita accavallate, dando leggeri tocchi sulle tele, ma riesce ugualmente ad esprimere il suo sentire. Anche il Presidente americano Richard Nixon ordinò due quadri alla signora Maud Lewis. A nove anni dalla sua morte, muore anche il marito ammazzato da un ladro mentre cercava di rapinarlo. La loro casa fu prelevata così come si trovava, perfino con le persiane e la stufa dipinte e messa dentro la Galleria d'Arte in Nuova Scozia, per far conoscere i disegni di questa grande donna a tutto il mondo.
Ricordiamoci anche del rappresentante dell'Impressionismo nel fine ottocento, Pierre August Renoir, anche lui sofferente di artrite reumatoide che rimasto senza lavoro, iniziò ad aiutare il fratello, dipingendo le stoffe ed i ventagli.

domenica 15 ottobre 2017

Cielo d'Ottobre - Recensione


Un bel film istruttivo e toccante da far vedere ai nostri ragazzi. Il film si ispira ad una storia vera raccontata da un ingegnere della NASA, ora in pensione, nonchè addestratore degli astronauti che ispezionano il cosmo a bordo delle navicelle spaziali. In un paesino della Virginia, la gente riesce a vivere grazie alla miniera che dà lavoro a tutti, compreso il papà di Homer Hickman (un giovanissimo Jake Gyllenhaal) il sovrintendente alla miniera. Homer probabilmente non sarebbe riuscito a prendere la borsa di studio per andare all'università, nemmeno per meriti sportivi, egli ha ben altre idee in testa! Un giorno di ottobre, egli vede passare dalla finestra della scuola, su in cielo lo Sputnik sovietico, ossia compagno di viaggio, il primo satellite artificiale,  mandato in orbita;  dopo 1400 orbite e 70 milioni di chilometri, bruciò nell'atmosfera, al suo rientro.
Il giovane Homer rimase affascinato dalla visione dello Sputnik, tanto che dal giorno decise, con altri tre compagni di classe, di dedicarsi alla costruzione dei razzi da mandare in orbita. All'inizio era un semplice gioco da ragazzi, si andava in campagna, con gli amici e si provava a lanciare un razzo costruito artigianalmente, grazie al manuale delle giovani marmotte ed all'aiuto di un minatore che lavorava al tornio. Un giorno purtroppo un razzo andò a finire all'uscita della miniera e solo per miracolo lasciò illesi i minatori al loro fine turno. Il padre di Homer lo rimproverò così aspramente che dal giorno gli impedì di lanciare i razzi, lui doveva andare a lavorare in miniera non lanciare razzi. Un'altra volta, scoppiò un incendio in prossimità della miniera e le colpe furono date ai quattro ragazzi, sebbene dopo parecchio tempo saltò fuori che il loro razzo finì nel fiume, dove fu ritrovato. Insomma i quattro giovani erano imperterriti e continuavano a costruire razzi sempre più potenti, anche con l'appoggio  di una loro insegnante che purtroppo stava poco bene a causa di un tumore. Insomma, Homer ed i suoi tre compagni riuscirono a superare le selezioni per la borsa di studio ed il loro progetto fu il più votato. Solo allora il padre gli confidò quanto fosse orgoglioso di avere un figlio così ingegnoso!!

giovedì 5 ottobre 2017

San Pietroburgo 2 - Informazioni generali

Settembre è un buon mese per visitare San Pietroburgo, di mattina si sta bene con le maniche corte, ma di pomeriggio è meglio indossare una giacca e nemmeno tanto leggera, spesso tira un bel vento di tramontana.
Le attrazioni di questa città sono tante, ma attenzione quando si va in giro, sarebbe meglio non indossare gioielli vistosi e non portate con voi molti soldi, i borseggiatori ed i rapinatori sono sempre in agguato e se ci sentono parlare una lingua straniera, sono pronti ad agire; sia quando si sta in fila per entrare nei musei, che dentro i musei stessi, magari quando ci si incanta davanti ad un'opera artistica;
occhio sempre al passaporto, sarebbe meglio custodirlo nella cassaforte della stanza d'albergo o chiuderlo in valigia e girare con una fotocopia, chi ve lo chiede capirà il perchè non avete l'originale con voi! Sarebbe meglio pernottare in un albergo al centro della città, ci si sposta più facilmente a piedi e si gode maggiormente la città. Non avrete problemi con i rubli. la moneta locale, i bancomat vi daranno una mano, le carte di credito ed i bancomat sono bene accetti; non accettano però l'American Express! La maggior parte della gente che ho incontrato in questa città non parlava inglese, ed ammenochè voi non conosciate il russo, diventa difficile dialogare con questo popolo.
Le persone sono piuttosto riservate ed hanno spesso fretta di fare il loro lavoro, sono gentili quanto basta, ma piuttosto freddi, come il loro clima! Ho incontrato poche persone veramente friendly, come le tre guide e la signora Lubow, la Concierge dell'albergo, una vera donna di classe che dava consigli a tutti, sui luoghi da visitare, quali strade percorrere; con il suo  tablet sempre alla mano, per conoscere orari dei treni, delle metropolitane o delle barche. Qui la puntualità è di casa, scordatevi di essere italiani!