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domenica 25 settembre 2016

Rito civile in spiaggia - Arrivano i matrimoni fuori Municipio


Da qualche tempo è possibile sposarsi col rito civile sulle belle spiagge italiane. Qui da noi in Sardegna, quest'anno c'è stato un vero e proprio  boom! Le coppie che si sono sposate, non erano tutte sarde, ma  diverse, arrivavano sia dal continente che dall'estero e già che si trovavano in loco, ne approfittavano per godersi in Sardegna, un bel viaggio di nozze. Occorre informare per tempo il 
Comune, per esempio quello di Cagliari, ma vi sono bellissime spiagge gestite bene da tanti altri comuni, come  Torre delle Stelle, che appartiene al   Comune di Maracalagonis, nella persona del Sindaco, Sig. Mario Fadda. L'idea è molto carina, basta pensare bene a ciò che si vorrebbe realizzare, magari solo il rito civile in spiaggia, con altare, panche e fiori; oppure anche  il pranzo sotto gli ombrelloni o sotto i grandi tendoni bianchi; forse è meglio optare per la cena a lume di candela, pensate che romanticheria!
 Per gli arredi, i fiori e gli addobbi non dovrete preoccuparvi ci pensa l'agenzia. In riva al mare, al Poetto, vi sono tanti locali che già si sfregano le mani e chissà cosa darebbero per organizzare un matrimonio civile al giorno, con tanti invitati, anche alla luce della nuova normativa sulle unioni civili omosessuali! I prezzi non sono eccessivi, basta arrivare in Sardegna il prossimo week end per vedere le locations e decidere quale vi piace di più, richiedere i preventivi via e.mail, così quando arriverete li troverete già pronti e...... l'ultima decisione spetta a voi!

venerdì 16 settembre 2016

Viaggio in Svezia - The Modern Museet - Il Museo di Arte Moderna 8° parte.


Il Moderna Museet è il luogo ideale per gli amanti dell'arte e della cultura. Io non lo sono, non ho la cultura per esserlo, però vi assicuro che ho trascorso una bella giornata lì dentro! Molti intenditori associano il Museo ad una della più importanti collezioni europee di arte moderna dal 1900 ad oggi. la sua prestigiosa collezione è esposta tutto l'anno, in contemporanea ad altre mostre temporanee dedicate ad artisti famosi. Nel museo viene offerta una vasta gamma di attività culturali come proiezioni cinematografiche, dibattiti su argomenti di attualità e conferenze. I bambini sono essi pure coinvolti ed ospiti che hanno un occhio di riguardo con mostre speciali che danno loro la possibilità di vivere l'arte in prima persona, grazie al laboratorio attrezzato messo a loro disposizione. Non dimentichiamo che i bambini devono essere stimolati, sono i potenziali artisti di domani! Il Museo organizza per loro passeggiate d'autore con tanti quiz da indovinare e tante occasioni di divertimento con l'arte. dal buon ristorante del Museo si può ammirare il panorama di Djugarden, l'isola su cui sorge il museo, in cui si arriva grazie al traghetto; la caffetteria offre ottimi caffè, a detta degli svedesi, panini ed ottimi dolci, questo l'affermo io, da buona italiana. Il Museo fu inaugurato nel 1958, ma nel 1998 fu aperto il nuovo edificio, mentre nel 2009 ha aperto il Moderna Museet che risulta essere il museo più visitato della Svezia. La collezione all'interno comprende pitture, sculture, disegni, film, video e grafiche del patrimonio artistico svedese ed internazionale dal XX secolo ai giorni nostri, oltre ad opere fotografiche dal 1840 in poi. La collezione comprende capolavori di Pablo Picasso, Henri Matisse, Salvador Dalì ed altri non meno famosi.
The new Human mostra, con documenti e video, la condizione umana in un mondo che cambia troppo infretta. Tutte le oper risalgono ad un periodo che ha profondamente scosso le nostre vite, dall'11 settembre 2001 ad oggi. i venti di speranza della Primavera Araba, sono diventati venti di guerra, gli episodi di violenza e fanatismo diventano ogni giorno più gravi e le tragedie umanitarie sono all'ordine del giorno. i movimenti nazionalisti gettano radici sempre più profonde in tutta Europa. The New Human apre una finestra sull'inquietante tema del fanatismo religioso, anteponendo esempi di fratellanza e solidarietà. La mostra si muove tra un sottile equilibrio tra distruzione e rinascita. Yayou Kusama è una delle figure di riferimento dell'arte contemporanea; Nata in Giappone nel 1929, la sua arte spazia tra media ed identità culturali, tra est ed ovest, tra arte e cultura popolare. La mostra offre una bella panoramica delle sue opere, dall'inizio degli anni 50 ai giorni nostri ed evidenzia, oltre l'ossessione dell'artista per I puntini, con cui dipinge le sue infinite zucche, per le sfere ed i simboli fallici, che presenta molto discretamente nelle sue sculture dipinte di rosa e grigio cenere. oggi quest'artista vive all'interno di un'ospedale psichiatrico di Tokyo, in cui dipinge tutti i giorni.

venerdì 2 settembre 2016

Viaggio in Svezia - Il Museo VASA - Il Vascello affondato nel suo viaggio inaugurale - 7° parte.

Il Museo Vasa o semplicemente il Vasa, è il museo più  visitato della Scandinavia. La storia che avvolge quel galeone, però  è molto triste. Nell'agosto del 1628, tutto era pronto per il varo del vascello, il più costoso veliero da guerra che la Svezia abbia mai costruito. Da  tre anni un vasto numero di artigiani era impegnato alla sua costruzione, un nuovo vascello reale della flotta svedese; carpentieri, segatori, fabbri, cordai, vetrai, cucitori di vele, pittori, costruttori di casse ed intagliatori. Era una vera e propria unità da guerra. sarebbe dovuto essere la più importante, costruita con  un migliaio di querce, 64 cannoni di grosso calibro, alberi alti più di 50 metri e centinaia di sculture dipinte. Il Vasa era ormeggiato proprio sotto il Castello e si stava provvedendo al carico dei cannoni, dei proiettili e della zavorra necessari per testare il primo viaggio. Da una parte la nuova nave riempiva d'orgoglio i cittadini di Stoccolma, dall'altra però si annunciava un pericolo per i nemici del Paese. Era il 10 agosto del 1628, una domenica e tutto era pronto per affrontare il viaggio inaugurale, I cittadini non stavano nella pelle dall'emozione e dalla festa a cui tutti avrebbero partecipato.
Il tempo era buono e soffiava un vento leggero. A bordo un centinaio di uomini dell'equipaggio oltre a donne e bambini. il porto era pieno di gente che non aspettava altro che vedere la partenza della nave. Su ordine del capitano, i marinai si arrampicarono per distendere quattro delle dieci vele del vascello. I cannoni spararono a salve e lentamente, il Vasa iniziò il suo primo viaggio! Una volta uscita dal golfo, la nave prese un pò più di vento e cominciò a piegarsi molto sotto vento per poi raddrizzarsi appena; dopo qualche decina di metri però si piegò completamente sul lato e l'acqua entrò velocemente attraverso i portelli dei cannoni. Il Vasa si inabisso completamente sotto gli occhi di tutti i presenti con  le sue vele e le bandiere. Arrivò una raffica di vento ed il Vasa si capovolse ed affondò dopo un viaggio di soli 1300 metri. In tanti si affrettarono ad andare sul luogo della sciagura dove però non c'era più nulla da fare. Di chi fossero le responsabilità di quella sventura, ancora oggi non si sa, al tempo si disse "Lo sa solo Iddio", così nell'istruttoria si coinvolsero Dio ed il Re Gustavo. Quest'ultimo oltre a volere un vascello col maggior numero di cannoni, voleva che fosse tutto pronto il più presto possibile per andare a combattere contro la Polonia. Nel seicento, le navi non rispondevano a precisi calcoli di stabilità, ma ogni nuovo progetto andava imbastito su quello di una nave già costruita in precedenza, ma non era il caso del Vasa, che era carico di artiglieria, e molto alto rispetto a tutta la stazza. Soltanto nel 1961 fu adottata una tecnica per il recupero del Vasa e si inizio a recuperare per primi i cannoni. Grazie al sistema della campana subacquea in cui il sommozzatore, racchiuso nella bolla d'aria, poteva lavorare  al recupero dell'artiglieria pesante, fino a completo esaurimento dell'ossigeno; si  lavorava trenta metri sott'acqua, completamente al buio, dovendo fare i conti con l'acqua fredda a quella profondità. per recuperare la nave si studiarono diversi sistemi, uno fra tutti era quello di far congelare il Vasa, così il blocco ghiacciato sarebbe venuto a galla e trasportato in cantiere. No, così non andava bene, Furono allora passati, sotto lo scafo, dei grossi cavi e fissati  ai galleggianti pieni d'acqua;  una volta svuotati, avrebbero galleggiato e riportato su la nave. Iniziò una campagna pubblicitaria per poter salvare il vascello e numerose aziende contribuirono con donazioni, materiali e manodopera. Ad aprile del 1961 si iniziò a sollevare il Vasa alla presenza di radio, televisione e stampa. Dopo 333 anni trascorsi sott'acqua, il Vasa venne a galla  per offrirsi  agli occhi del mondo. Iniziarono i lavori del suo recupero e solo il 15 giugno 1992 è stato inaugurato il Museo Vasa che oggi ognuno di noi può andare a vedere al centro di Stoccolma.

                                                                                                        

mercoledì 31 agosto 2016

Viaggio in Svezia - Skansen il Museo a cielo aperto - 6° parte.

Skansen è il primo Museo all'aperto al mondo, creato nel 1891. Un parco grande 300.000 mq. in cui si riscopre il passato della vita di Stoccolma. Tutt'intorno si respira un'atmosfera familiare e tante persone in costume d'epoca si avvicinano, mi parlano e raccontano cose del passato, come fosse il presente, invitandomi  a fare merenda con loro.
Per aiutarci a scoprire come vivevano i nostri avi, sono state ricostruite ben 150 case d'epoca e varie fattorie, in cui si possono rivedere i vecchi mestieri, ormai cancellati per sempre. La bottega del vasaio è molto gettonata, è bello vedere con quale maestria, il vasaio esegue al tornio i suoi lavori, ottenendo scodelle e vasi d'argilla che poi dipingerà con un tocco antico; a seguire si trova l'antica casa del ferramenta, il panettiere, da cui escono dei profumi di pane di una volta, che meraviglia! Tutt'intorno, all'esterno uno svolazzare di costumi d'epoca, indossati dalle bambine, con dei bellissimi copricapo che giocano nel verde del parco con i giochi di un tempo.
Poi c'è la bottega del droghiere, del calzolaio, del pettiniere che liscia lunghi capelli biondi, poi ancora l'orologiaio, col suo piccolo monocolo. Ospite dello Skansen è l'unico zoo di Stoccolma, in cui  posso osservare gli animali nel loro habitat naturale. Qui ho visto mamma orso bruno, con i suoi due piccoli che si divertivano a giocherellare con tutti gli attrezzi che avevano a disposizione;  i due lupi che cercavano di nascondersi, per uscire più tardi col buio, l'unica lince che sono riuscita a vedere che all'inizio ho scambiato per una volpe, le renne che si facevano fotografare e gli alci, con le loro zampe così sottili come canguri, che mi sembravano fragili.
Il panorama che si ammira dai giardini, è da mozzare il fiato, infatti Skansen è nato come parco per far godere nelle belle giornate i  principini, che potevano distrarsi dallo studio e corteggiare le bionde pulzelle della città ma  allo stesso tempo dare uno sguardo ai binocoli messi a disposizione per ammirare Stoccolma sulle sue altre isole.

Skansen è sull'isola di Djugarden, una delle tante che abbracciano  la città.

giovedì 25 agosto 2016

Viaggio in Svezia - Il Museo degli Abba - 5* parte

Ricordiamo tutti il gruppo degli Abba, le cui canzoni almeno una volta abbiamo canticchiato nella vita, ebbene i quattro ragazzi, due uomini e due donne, sono tutti svedesi, oggi un po' in la con gli anni, ma vivi e vegeti! Sebbene ancora in vita, la città di Stoccolma ha voluto dedicare loro un bel Museo, il Museo degli  Abba. All'ingresso una foto gigante del quartetto ed al posto di una delle loro facce, ho messo  la mia per farmi scattare una foto ricordo.
Già nell'aria si sentono le note delle loro canzoni, entro e mi ritrovo in mezzo a tanti signori attempati  con l'aria un po' nostalgica che rovistano in mezzo ai dischi in vinile, mostrandoli ai propri figli; alcune ragazze sciolgono le corde vocali per esibirsi al karaoke e cantare le loro canzoni, man mano il clima si riscalda fino a quando tutti in coro cantiamo "Mamma mia"!! Continuando il giro guaro alcuni video datati, indosso le cuffie e posso ritornare indietro nel tempo con "Fernandooo"!!! Un altro filmato sulle note di Waterloo, in cui gli Abba paragonano una sconfitta in amore a quella di Napoleone a Waterloo!
Ė stato il loro primo successo! Continuo nella sala espositiva dei loro abiti di scena originali, li osservo bene mentre guardo i filmati in cui li indossavano realmente durante i loro concerti in tutto il mondo!
Si, erano proprio bravi, se oggi le loro canzoni sono ancora canticchiate oppure tradotte in tante lingue e reinterpretate, come "Sweet Carolina" o "Dancing Queen" rifatte con magistrale bravura dal gruppo "U 2" e cantate dalla voce unica di Bono Vox. Un film con la loro storia che parte dagli anni settanta fino agli anni ottanta, periodo in cui si sono sciolti, ma ė andata avanti la rossa del gruppo, col nome d'arte Frida, la sua voce solista ha attirato tanti appassionati del genere, conclude il tour all'interno del Museo, con una leggera malinconia mi avvio verso l'uscita.


martedì 23 agosto 2016

Viaggio in Svezia - il Municipio di Stoccolma - 4* parte

  • Ci viene incontro una guida che da il benvenuto al gruppo.  Ci spiega che il Municipio fu costruito dal 1911 al 1923 ed ė uno dei maggiori edifici svedesi in stile romantico nazionale. L'architetto svedese Ostberg, si ispirò ai palazzi rinascimentali italiani e costruì due piazze antistanti il Municipio, una detta il Cortile del Popolo, l'altra la Sala Blu. Ci addentriamo nella Sala Blu, detta così perché l'architetto che costruì il palazzo del Municipio, fece tinteggiare, agli inizi del '900, tutte le pareti di blu, fino a quando non scopri il fascino dei mattoni rossi, ma il nome rimase sempre quello, Sala Blu, essendo già famosa con quel nome fra gli abitanti di Stoccolma. In questa sala, ogni anno, il 10 Dicembre, si tiene il banchetto che segue l'assegnazione dei premi Nobel. Mentre ad Oslo si assegna il premio Nobel per la Pace, a Stoccolma si assegnano tutti gli altri Nobel.

    Nella sala blu si trova l'organo più grande della Penisola Scandinava, con le sue 10.000 canne e 135 registri. La stanza dalle cento volte, ha una particolarità, al suo interno stupisce il carillon che rappresenta San Giorgio ed il Drago; in estate, al rintocco delle campane, il carillon gira e le figure sono visibili sul lato esterno della torre. La Stanza Ovale ė addobbata da preziosi arazzi intessuti in Francia alla fine del 1600., al sabato, qui vi si celebrano le unioni civili.
    La Galleria del Principe, si apre con un bello scenario sul lago Malaren e sulle rive di Stoccolma, ma nella parete opposta si ammira lo stesso scenario dipinto dal Principe Eugenio. Le finestre che danno sul lago sono tutte decorate con figure maschili e femminili della mitologia nordica e classica. Nella stanza delle Tre Corone, sono appesi tendaggi in seta e fili d'argento, mentre su una parete spicca una bella veduta di Stoccolma, dipinta a fine settecento. Arriviamo alla stanza che sbalordisce più di tutte, la Sala dorata che raffigura episodi della storia svedese dal IX secolo al 1920. I mosaici sono composti da più di 18 milioni di tasselli realizzati in vetro ed oro. Sulla grande parete difronte all'ingresso ė raffigurata la Regina del lago Malaren, ossia Stoccolma in forma umana, seduta su un trono, mentre a destra spiccano simboli caratteristici del mondo orientale, a sinistra quelli del mondo occidentale, tra cui la Torre Eiffel. La Regina Malaren, vorrebbe che i due mondi fossero sempre in pace, questo ė ciò che esprime il mosaico. Nella sala Dorata si tiene il ballo in occasione del l'assegnazione del Premio Nobel.