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domenica 5 febbraio 2017

Arrival - Recensione.


Ben dodici oggetti stranissimi simili a delle torri alte 400 metri, sono arrivati dallo spazio sulla terra e sono dislocati in altrettante città. Il loro atterraggio scatena il panico fra la  popolazione mondiale, mettendo in allerta le squadre speciali. Louse Banks, la rossa Amy Adams, che ha interpretato anche "Prova a prendermi" e   "The Fighter", appassionata di lingue straniere, è stata chiamata dal Governo americano a fare da interprete per tradurre i suoni, i rumori ed i segni emessi dai due alieni, chiamati per convenzione, Tom e Jerry. All'interno della sua muta arancione, indossata per paura di essere contaminata, non riusciva a respirare bene, si sentiva soffocare, così, decide di togliersela e di instaurare un contatto più diretto con i due giganti alieni che avevano sette piedi ciascuno, da cui usciva dell'inchiostro nero che formava dei segni nell'aria.
La professoressa dovrà interpretare tutti quei segni e cercare di capire i motivi della loro venuta sulla terra.  Non è facile decifrare il messaggio che gli alieni portano sulla terra, ma lei, a cui in passato è successa una storia terribile, dovrà mettercela tutta per decifrare in breve tempo quei segni, in quanto  gli alieni dimostrano di avere fretta di rientrare sul loro pianeta. La storia è avvincente anche per chi, come me, non ama i film di fantascenza. 

lunedì 23 gennaio 2017

Dedicato ad un grande uomo


Sono passati cinque anni da quando la tua amata sposa se n'è andata, cinque anni e mi sembra invece ieri che l'abbiamo salutata. Oggi spetta a te, che avevi tanta forza, tanto coraggio e tanta resistenza, salutarti e dirti "arrivederci". Mi ha fatto male sentirmi  impotente davanti ai tuoi atroci dolori, Ma il tempo mi riporterà la tua espressione allegra, quella tua bella risata fragorosa, davanti alle marachelle delle tue amate nipotine, quelle interminabili letture di Topolino, che tua nipote chiedeva, "un'altra storia ancora, nonno!!". Tu non sapevi dir loro di no, le hai sempre assecondate, e loro ti hanno sempre stimato e voluto bene, sono sempre state orgogliose di te, così come tu lo sei stato di loro. Ricorderò sempre le belle compagnie quando andavamo in vacanza a Is Molas, insieme ai cari Signori Marini, che avrai incontrato già, sono sicura che ti hanno accolto a braccia aperte, lassù, come amici inseparabili, quali siete sempre stati!! Le belle gite in barca in mare aperto, le grosse pescate e tutte quelle aragoste che Maria ci cucinava con tanto amore ed orgoglio!! I racconti del periodo della guerra e  le città di mare che hai visitato, ogni riunione conviviale era l'occasione per raccontare con entusiasmo le tue gesta epiche, che rivivevi ogni volta con grande enfasi. E' bello ricordarti sempre così, fai un buon viaggio Michele!!

mercoledì 18 gennaio 2017

Ripartiamo da I Giganti di Monte Prama per riscrivere la nostra storia.


Nel marzo di 43 anni fa, nelle campagne del Sinis, una regione  in provincia di Oristano, un contadino di Cabras, di nome Sisinnio Poddi, scoprì nel terreno in cui lavorava, urtando col suo trattore  contro il busto di un guerriero, un inestimabile tesoro, diventato oggi il simbolo della Sardegna antica,
I Giganti di Mont'e Prama; statue di pietra alte più di due metri, con sandali e lunghe trecce scolpite intorno al volto. A distanza di 2800 anni, ritornano, affiorando dal profondo della terra, pochi pezzi alla settimana, grandi arcieri, grossi pugilatori, titani poderosi e sacerdoti alti più di due metri, due metri e mezzo.
Dalla scoperta di questa grandiosa necropoli si può ripartire per scrivere la storia dell'Occidente.
Dalle ossa e dai denti dei cadaveri vengono estratti alcuni campioni di DNA per scoprire di quali malattie soffrissero, ma sopratutto le analisi ci potranno svelare i legami tra gli antichi sardi e gli attuali abitanti dell'isola.
Certo che l'occasione così ghiotta, ha richiamato in Sardegna archeologi da ogni dove. Adesso ai nostri esperti aspetta un lungo viaggio da percorrere a ritroso, non solo per riempire i musei di Cagliari e Cabras, di centinaia di reperti, ma per portare in superficie tutti i segreti che sono stati dormienti per quasi tremila anni.
Oggi l'immagine degli occhi cerchiati di quei giganti, è diventata il simbolo della Sardegna e viaggia sul web; la si può trovare dappertutto, nei negozi, dalle magliette, ai gadget da viaggio, Questi giganti riscattano finalmente l'altezza di noi sardi, la nostra forza e la nostra resistenza nel tempo, venite a vederli!

martedì 27 dicembre 2016

Come preparare in casa la "Bionda Bottarga"

In questo periodo di festività, sono capitata al mercato del pesce diverse volte, così mi è capitato di vedere delle grosse e luminose uova che fuoriuscivano dal ventre del pesce esposto sui banchi delle rivendite. Vedendone tanti mi è venuto in mente che potevo ottenere delle belle bottarghe caserecce e senza dover spendere una cifra esagerata. Ho cercato in rete e visto alcuni filmati.
Ho chiesto al pescivendolo di procurarmi alcune uova ed alcuni fegati di pesci grossi e freschi, essendo cliente da tanto tempo, mi ha accontentato. Il 24 dicembre, torno a casa col mio fagotto di regali ed inizio a preparare la bottarga. Con i fegati di pesce, ho preparato un buon sugo per gli spaghetti; ho lavato le uova di muggine, asciugate e messe in un piatto concavo, appoggiandole su un letto di sale grosso da cucina. Ricoperte completamente con altro sale grosso e le ho disposte al sole (che per fortuna in questi giorni di vacanza, non ci ha abbandonato!) fino al tramonto, naturalmente protette con uno strato di tulle, per evitare che le mosche vi depositassero sopra le uova.


Come ho portato dentro il mio piattino, ho levato il sale, impregnato dall'acquetta che hanno cacciato le uova e l'ho cambiato, mattendone abbondante nel piano del piatto, per evitare che le uova si ammorbidissero ed una bella manciata sopra, a nasconderle del tutto. Le ho conservate in frigorifero tutta la notte, fino all'indomani mattina che ho ripetuto l'operazione e così per cinque giorni circa, dipende dalla grandezza delle uova. Al quinto giorno, saranno pronte per essere mangiate, tagliate a fettine ed intinte nell'olio extravergine, oppure grattugiate sugli spaghetti cotti al dente.

martedì 29 novembre 2016

Torta di mele all'acqua

Non ci credevo, tutti mi dicevano, è buonissima e molto soffice, così ho letto in rete diverse ricette e ne ho combinato una tutta mia che sembra azzeccata. E' una torta molto leggera non avendo  nè burro, nè uova e nè latte.
Torta all'acqua di Camilla
Mi sono messa all'opera senza usare le fruste, ho unito prima i liquidi, ossia acqua, olio di semi di girasole ed il succo di mezzo limone; ho aggiunto infine le polveri, un pò per volta fino ad incorporarle completamente, farina, amido per dolci, zucchero e lievito. In dieci minuti il composto era pronto.
Oggi è arrivato il medico di mamma ed ha gradito molto, accompagnando la fetta di torta col succo ai mirtilli. 

Ingredienti:

3 mele grosse
200 grammi di farina
110 grammi di amido per dolci
150 grammi di zucchero
200 ml. di acqua
60 grammi di olio di semi
scorza grattugiata di un limone bio
succo di mezzo limone.

Infornare al forno elettrico preriscaldato a 180° per 45 minuti.

giovedì 24 novembre 2016

Le trofie al sugo di Razza o Arzilla.


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Ieri mi sono fermata al mercato perchè cercavo del fegato di pesce che mi piace cucinare col sugo e condirci gli spaghetti. Il mio solito fornitore non ne aveva più, però gli sono rimaste delle grosse ali di Razza, che a Roma chiamano Arzilla e ne ho comprato appena tre chili. La razza è un pesce di seconda scelta, però fa molto gustose le minestrine, oltretutto non ha spine ma una cartilagine consistente che mi permette di farlo mangiare anche a mia madre novantenne.
Appena il pescivendolo ha tagliato le ali, non riusciva ad acchiapparle, perchè erano talmente viscide di limo che gli scappavano di mano.  Quando sono arrivata a casa ho avuto un bel da fare a pulirle per bene prima di metterle nel sugo. La pelle della razza è ruvida ed alquanto rasposa, oltretutto ha degli aculei con cui a volte mi pungo.
Ho preparato un bel sugo con olio e aglio che ho messo a scaldare con un pò d'acqua, passati i pelati al mixer, li ho aggiunti all'olio ed aglio, al basilico ed al prezzemolo. una volta che il sugo, corretto col sale era cotto, ho aggiunto un bicchiere d'acqua e fatto bollire, a quel punto ho immerso le ali della razza, abbastanza grosse; ho dovuto infatti usare un tegame grande e per girare i pezzi, la spatola ed un grosso cucchiaio. Appena evaporata tutta l'acqua, il sugo era pronto per condire le trofie.  Qualora ne avanzasse, allungando con un mestolo d'acqua calda e lasciata bollire per 5 minuti, si può aggiungere la pastina e preparare una delicata minestra.